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IKEDA CITTADINO ONORARIO DI MARCIANA MARINA

novembre 27, 2009

AMBASCIATORE DI PACE NEL MONDO, E’ FONDATORE DELLA SOKA GAKKAI

Il Comune di Marciana Marina conferisce la cittadinanza onoraria al filosofo, saggista, presidente della Soka Gakkai Internazionale, Daisaku Ikeda per il suo costante impegno a favore della pace e dei diritti umani nel mondo. L’onorificenza sarà assegnata dal sindaco, Andrea Ciumei, durante una cerimonia aperta al pubblico che si terrà sabato 28 novembre 2009, alle ore 16.00, presso il Cinema Metropolis a Marciana Marina. Ritirerà la cittadinanza onoraria per conto di Ikeda, Tamotsu Nakajima, direttore generale dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, mentre l’assessore alla Cultura, Franco Giannoni, illustrerà il percorso che ha portato all’onorificenza; interverrà inoltre Giovanni Littera, vicedirettore Istituto Buddista. E’ prevista la partecipazione di un numeroso pubblico.

L’onorificenza a Daisaku Ikeda arriva a seguito della mostra itinerante “I Semi del Cambiamento. La Carta della Terra e il potenziale umano” esposta a Marciana Marina a febbraio di quest’anno e voluta da Daisaku Ikeda nel 2002. Visitata in una settimana, da 870 persone, di cui ben 470 bambini provenienti dalle scuole di tutti i comuni dell’Elba, la mostra precedentemente era stata presentata anche a Portoferraio (2008), dove sempre in una settimana era stata vista da 1.350 persone. Realizzata dalla Soka Gakkai Internazionale e dall’Earth Charter Initiative per il Summit Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile (Wssd), tenutesi a Johannesburg nel 2002, la mostra ha l’obiettivo di far conoscere i principi generali della Carta della Terra per costruire nel XXI secolo una società pacifica e sostenibile. Messaggio fondamentale della mostra è che tutti siamo importanti nel determinare il futuro del mondo, attraverso azioni quotidiane e locali che possono portare a cambiamenti globali, come dice Ikeda: “La rivoluzione umana di un singolo individuo contribuirà al cambiamento nel destino di una nazione e condurrà infine a un cambiamento nel destino di tutta l’umanità”

Per Ikeda, da 34 anni alla guida di una delle più grandi e attive organizzazioni buddiste del mondo (la Soka Gakkai Internazionale, entrata a far parte dell’Onu nel 1981 come Organizzazione non Governativa) con oltre 13 milioni di aderenti in 192 Paesi, è un grande onore ricevere questa cittadinanza dal Comune di Marciana Marina. La cittadinanza onoraria di Marciana Marina è per tutti gli aderenti dell’Elba all’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, un centinaio (13.000 in Toscana e 51.000 in Italia), un evento molto importante e sentito. Nato a Tokyo il 2 gennaio 1928, Daisaku Ikeda conosce gli orrori della guerra e la devastazione atomica. La consapevolezza maturata durante il conflitto mondiale lo porta a scegliere il pacifismo prima e il Buddismo poi come elementi fondamentali per la realizzazione di una società pacifica. Nel 1947, a diciannove anni, di salute cagionevole, in miseria, conosce Josei Toda, secondo presidente della Soka Gakkai. Tra i due nasce un forte sodalizio spirituale e umano. Dopo la scomparsa di quest’ultimo, il 3 maggio 1960, Ikeda diviene il terzo presidente della Soka Gakkai e nel 1975 fonda la Soka Gakkai Internazionale.

Con l’obiettivo di diffondere la pace e il dialogo fra culture e popoli diversi, Ikeda ha costruito negli anni una rete di amicizia in tutto il mondo incontrando capi di stato ed esponenti culturali di rilievo, da Nelson Mandela a Fidel Castro, da Henry Kissinger a Zhou En Lai, al di là di ogni schieramento politico e ideologico, come lui stesso riassume: «Lavorare per la pace contro qualsiasi forma di violenza e contribuire al benessere dell’umanità attraverso la diffusione di una cultura e un’educazione umanistica».

Daisaku Ikeda ha sempre sostenuto l’azione dell’ONU e per questo dal 1983, ogni anno, in occasione del giorno commemorativo della Soka Gakkai Internazionale, pubblica una Proposta di Pace che invia alle Nazioni Unite. In virtù delle sue attività in nome della pace, ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali, fra cui: l’United Nations Peace Award il premio per la Pace delle Nazioni Unite (1983), il Premio Umanitario dell’Alto commissariato per i rifugiati (1989), la Medaglia di Grande Ufficiale delle Arti e Lettere del Ministero della Cultura Francese (1992). In Italia, tra le altre, il Fiorino d’Oro nel 1992 e il Sigillo della Pace nel 2007 dal Comune di Firenze; l’Anello dottorale dall’Università di Bologna Alma Mater nel 1994 e l’onorificenza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana, nel 2006, dall’ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Saggista di fama mondiale, ha pubblicato molti libri, tradotti in più lingue. In particolare si segnalano “I Dialoghi”, frutto di incontri con personalità del mondo culturale, sociale ed economico. Tra questi, dialoghi con Michail Gorbaciov (Le nostre vite si incontrano all’orizzonte. Dialoghi tra Michail Gorbaciov e Daisaku Ikeda, edizione italiana Sperling & Kupfer, 2000); con Joseph Rotblat (Dialoghi sulla Pace, Sperling & Kupfer, 2006); Majid Teheranian (Civiltà Globale. Un dialogo tra Islam e Buddismo Sperling & Kupfer, 2004); Johan Galtung (Scegliere la Pace, Esperia, 1996); Arnold Toynbee (L’uomo deve scegliere, Bompiani 1988); Aurelio Peccei (Campanello d’allarme per il XXI secolo, Bompiani, 1985) e numerosi altri.

Fonte Tenews

3 commenti

  1. SEMPLICEMENTE FANTASTICO! UN CARO SALUTO A TUTTI I MEMBRI…..DELL’ISOLA D’ELBA.MARILISA DA ROMA!


  2. DAISAKU IKEDA PACIFISTA? Direi OPPORTUNISTA. -Come si fa a definire PACIFISTA Daisaku Ikeda? Un personaggio da 50 anni alla guida di un partito, il Komeito, favorevole alla guerra, che ha sostenuto l’intervento armato in Iraq e il riarmo nucleare del Giappone? -Come si fa a definire PACIFISTA Daisaku Ikeda, che ha fatto inginocchiare i membri del Kansai per non aver sostenuto il Komeito che, finalmente, ha perso le elezioni? Che senso ha un leader Buddista, chiedo scusa, pseudobuddista, che impartisce punizioni? Dov’è la tanto sbandierata compassione? E poi,se i membri del kansai non hanno sostenuto Daisaku Ikeda la responsabilità non è forse di Daisaku Ikeda? Non è lui che insegna che quando le cose ci vanno male non dobbiamo prendercela con gli altri che sono solo cause esterne, ma che la responsabilità è nostra per aver messo delle cattive cause? -Che senso ha definire PACIFISTA Daisaku Ikeda quando predica bene e razzola male? Nelle sue guide,invita in tutti i modi ad opporsi alle violenze e alle ingiustizie. Poi, nell’incontrare Hu Jintao, Presidente della Cina- la notizia è riportata da Nuovo Rinascimento- non trova di meglio che dedicargli un poema? E sì che Hu Jintao, in quanto a violazione dei diritti umani, soprusi e via dicendo, è davvero un gran maestro. E’ sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto, recentemente, in Tibet. – Che senso ha definire PACIFISTA Daisaku Ikeda quando ha truffato otto milioni di giapponesi promettendo loro la soluzione di tutti i problemi se avessero versato soldi per la costruzione dello SHO HONDO? Un bluff colossale, grazie al quale Daisaku Ikeda ha costruito le basi, solo le basi, della sua ricchezza stramiliardaria? – Che senso ha definire PACIFISTA Daisaku Ikeda, accusato da una sua impiegata di averla stuprata tre volte? Please, controllate il sito inglese dell’ASSOCIAZIONE VITTIME SOKA GAKKAI. Certo, DAISAKU IKEDA ha vinto la causa ma ditemi, vi sembra possibile che una semplice impiegata possa avere la meglio contro il proprio datore di lavoro stramiliardario? Direi di no. -Che senso ha definire PACIFISTA Daisaku Ikeda quando, non contento di aver raggirato alla grande NIKKEN ABE attraverso il grande bluff del Tempio Sho Hondo, che gli ha donato nel momento in cui poteva solo essere distrutto,ha fomentato contro di lui una campagna d’odio che ancora si trascina? Ma Daisaku Ikeda non è quello che insegna che tutti vanno rispettati e che tutti hanno la buddità? Probabilmente ho capito male io: Nikken la buddità non ce l’ha. Siete ancora dell’idea che Daisaku Ikeda possa definirsi PACIFISTA? Io direi OPPORTUNISTA.


  3. Tautologie di Daisaku Ikeda, della serie Daisaku Ikeda, Autore di che?

    Devo riconoscere che il Sig. Daisaku Ikeda non finisce di stupirmi.
    Ha dichiarato che il 2010 è “l’anno della vittoria completa Soka e del progresso dinamico dei giovani”.
    Riflessioni:
    Il termine vittoria, di origine latina, è chiarissimo. Indica il superamento di una difficoltà, il raggiungimento di un fine, la sottomissione di un nemico e chi più ne ha più ne metta. Certo è che la vittoria è un fatto in sé compiuto e concluso. Per esempio, la vittoria pone fine ad una situazione sgradevole per una delle parti in causa, decretando il successo dell’uno e la sconfitta dell’altro, indipendentemente dal fatto che si tratti di una vittoria su un nemico, sui propri limiti o sulla propria oscurità fondamentale, tanto per restare in tema.
    Che dice invece Daisaku Ikeda? Parla di vittoria “completa” della Soka, come se esistessero vittorie incomplete (da non confondersi con la vittoria di Pirro che è altra cosa). Eppure dice sempre: il Buddismo è vincere o perdere, e qui non specifica se completamente o no.
    Siamo chiaramente in presenza di una tautologia: figura retorica dal significato ripetitivo che consiste nell’aggiunta di contenuto ridondante, del tipo “ i quadrilateri hanno quattro lati”.
    Ma cosa dobbiamo capire da questa frase? Che la Soka non ha ancora vinto.
    Andiamo avanti e analizziamo il “progresso dinamico”.
    Il termine progresso indica un processo, quindi qualcosa che si snoda nel tempo, non qualcosa che sta fermo. Questo processo porta dei miglioramenti rispetto a qualcosa di già esistente, un cambiamento, un passo avanti positivo. In quanto tale, esprime dinamismo. Ergo, il progresso è, per sua definizione, dinamico. Il maestro Daisaku Ikeda – più si va avanti meno si capisce di cosa sia maestro – parla di progresso dinamico. Altra tautologia.
    Dobbiamo supporre che esista un progresso statico? O dobbiamo supporre che siamo in presenza di parole in libertà, poco riconducibili a chi si autodefinisce maestro?
    Un Maestro le tautologie, cioè le fesserie, le ovvietà, non le dice.
    E poi le poesie, dove le mettiamo?
    Il Nuovo Rinascimento n.434 1 gennaio 2010, nel Report corso SGI Divisione giovani ci informa che i rappresentanti dei giovani italiani, hanno ricevuto dal presidente Ikeda un regalo per l’Italia: una grande foto che ritrae la Torre di Pisa, scattata dallo stesso Ikeda che a questa immagine ha dedicato anche una poesia:
    «Ammirando in Italia / l’arte sublime / con i compagni di fede / quale emozione!»
    Sfido chiunque a definire questa roba una poesia.



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